Responsabilità medica e consenso informato

Responsabilità medicaHo fatto un’ operazione al femore e dopo non ho più camminato bene. I miei familiari, visto il mio stato, mi consigliano di fare causa quanto meno per ottenere un risarcimento dalla clinica in cui sono stata operata , ma il mio dottore a cui avevo mostrato la cartella clinica, mi ha detto che effettivamente l’operazione non è riuscita, ma d’altra parte avendo firmato “ il consenso informato” . Non posso fare verso chi mi ha operato? Devo arrendermi?

Assolutamente no. Ci occupiamo spesso di responsabilità medica e sanitaria ed il primo passo che indichiamo ai nostri clienti è quello di richiedere una perizia medico legale (eventualmente possiamo indicare noi alcuni nominati).
Il medico generico ovviamente non si occupa di questi casi e si è sicuramente fermato all’apparenza, anche se già per lei è positivo che abbia comunque visto dall’esame della cartella clinica l’esistenza di errori che però solo un medico legale potrà accertare.
Certamente non elimina la responsabilità della clinica la firma sul modulo cosiddetto di “consenso informato” che altro non è che l’atto di volontà senza il quale nessuno può essere sottoposto a cure salvo i casi di trattamenti obbligatori.
La giurisprudenza ritiene infatti che tale sottoscrizione non esoneri affatto il medico dal fornire al paziente le dovute informazioni verbali in termini comprensibili. Tale principio di diritto è stato affermato anche da una recente sentenza della Corte di Cassazione che ha statuito che il sanitario non è esonerato da responsabilità, ove faccia firmare un modulo che contiene delle indicazioni generiche, e da cui non sia possibile desumere con certezza che il paziente abbia compreso in modo esaustivo le terapie cui deve sottoporsi e tutte le possibili conseguenze.
È pertanto necessario che un legale veda il modulo da lei sottofirmato per verificare se lo stesso è generico ( come spesso anzi direi quasi sempre accade ) o particolarmente ricco di informazioni e se le stesse sono fornite con un linguaggio semplice comprensibile da chiunque
Insomma credo che sia ben difficile che chi ha operato in modo errato possa essere esonerato per aver lei firmato il modulo di “consenso informato”.

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