Contestazione disciplinare: cosa fare.

imageSono segretaria in uno studio commerciale,  da un po’ ho dei problemi caratteriali con la mia datrice di lavoro , ma mai pensavo arrivasse a scrivermi  una raccomanda di contestazione , affermando che intende sanzionarmi per aver inventato una scusa in un caso di ritardo, ci siamo sempre parlate apertamente per cui volevo andare nel suo studio e chiarire guardandola in faccia, ma mio marito mi ha consigliato  di chiedere prima ad un legale .

Suo marito ha capito l‘importanza di quanto sta accadendo, specie se lavora in una piccola realtà la contestazione disciplinare (perché di questo si tratta) viene inviata quando il datore di lavoro vuole conservare prova della stessa, magari perché attraverso una serie di provvedimenti vuole arrivare al più grave quello del licenziamento.

Avendo ricevuto quella che lei chiama raccomandata di contestazione,  ma che altro non è che una contestazione disciplinare deve entro 5 giorni da quando l’ha ricevuta spiegare le sue ragioni (può farlo anche oralmente come lei pensava, ma la sconsiglio) meglio che scriva una raccomandata di giustificazioni con l’ausilio di un legale e magari in essa aggiungere la richiesta di essere ascoltata oralmente.

Il datore di lavoro  sarà obbligato a fissarle un incontro e solo dopo di esso valutare se applicarle un provvedimento disciplinare Questo ultimo dovrà essere proporzionale al fatto contestato se però negli ultimi 2 anni ne avesse ricevuti altri la sanzione potrebbe essere più grave fino al licenziamento.

Una volta ricevuto il provvedimento starà a lei, con il legale  cui si sarà affidata valutare se impugnarlo o meno. Personalmente trattandosi di piccola realtà come quella che mi ha descritto temo che questa conta stazione faccia parte di un piano più ampio per arrivare a ridurre il personale, pertanto tollererei solo un richiamo verbale e impugnerei qualunque altra sanzione.

Avendole parlato del Licenziamento come il più grave dei provvedimenti disciplinari , mi sento in dovere di spiegarle che ciò può avvenire solo  quando il comportamento del lavoratore è di tale gravità da ledere il rapporto fiduciario  che lo lega al datore di lavoro non consentendo la prosecuzione, neanche temporanea, del rapporto lavorativo.

La Cassazione ha affermato con una sentenza uscita nel 2016  che non si può parlare di irrimediabile rottura del rapporto fiduciario “quando il lavoratore menta sui motivi che hanno causato un suo ritardo ingiustificato”.

Il consiglio è di  non prendere con leggerezza la situazione, preferibilmente si si faccia  assistere da un legale, si ricordi che i tempi sono molto ristretti deve rispondere alla contestazione entro 5 giorni dal ricevimento.

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